Usare tessuti ignifughi per la casa: dove usarli e perché

Un’esigenza che sta prendendo sempre più piede è quella di avere tende (ma anche tovaglie e coperte) realizzate in tessuti ignifughi per la casa, vale a dire in tessuti antifiamma, particolarmente resistenti al fuoco e già molto utilizzati nelle strutture ricettive e, in generale, per garantire la sicurezza negli edifici pubblici.

I tessuti ignifughi per la casa possono essere di due tipologie:

  1. tessuti dalla particolare struttura chimica, ignifughi per loro stessa natura e composizione, come ad esempio quelli con poliestere e poliammide; sono difficilmente infiammabili anche alcuni tessuti naturali, come la lana e la seta;
  2. tessuti, come il cotone, divenuti ignifughi dopo essere stati sottoposti a specifici trattamenti per renderli tali, a base di sostanze che vetrificano il tessuto oppure che sviluppano gas capaci di ridurre l’incendio.

È importante sottolineare che una caratteristica comune dei tessuti ignifughi è quella di non generare fumi tossici che annebbiano la vista e rendono difficile la respirazione, una della cause principali di morte negli incendi.

A queste tipologie si possono aggiungere i cosiddetti tessuti fuocoritardanti, che bruciano lentamente e solo quando la temperatura raggiunge un determinato livello di calore, rallentando, di fatto, il divampare del fuoco.

Dove usare i tessuti ignifughi in casa?

Il luogo principale in cui usare questa particolare tipologia di tessuto è la cucina ma, in generale, sono indicati per tutti gli ambienti in cui è presente una fiamma viva, come ad esempio un camino, quindi anche per camere da letto e salotti.

Oltre che per i tendaggi, i tessuti ignifughi possono essere usati anche per i rivestimenti di divani, sedie e poltrone, così come per la biancheria da letto, da tavola e da cucina della casa.

La garanzia della tenuta ignifuga è variabile, è sempre indicata sul tessuto e può durare da un anno a tutta la vita; sicuramente è importante effettuare una corretta “manutenzione“, trattando il prodotto secondo quanto riportato in etichetta, preferendo (in linea generale) il lavaggio a secco e comunque facendo periodicamente controllare il tessuto da un esperto che possa verificare in maniera attendibile la presenza e lo stato del trattamento ignifugo.

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