Posa del parquet: attenti alle fughe!

Durante la scelta del parquet è bene farsi già immediatamente un’idea del tipo di posa e di disposizione che si vuole dare ai listoni; si tratta di una scelta estetica che deve tener conto di alcune indicazioni tecniche.

La posa è un elemento decisivo per la riuscita di un buon parquet; quando ben fatta non solo ne garantisce una lunga durata alla pavimentazione, ma può esaltare ancor più la tipologia prescelta, divenendo un elemento di accordo con l’ambiente circostante.

Contrariamente, una posa del parquet mal eseguita rischia di essere fonte inarrestabile di piccoli e grandi problemi che affliggeranno la pavimentazione durante tutta la sua vita; dunque meglio pensarci prima!

Principali tipologie di posa del parquet

La tipologia di posa deve essere chiara sin da subito perché determina essa stessa la tipologia del materiale che andremo a scegliere per i listoni; massello, prefinito o flottante.

Le tipologie di posa si distinguono in:

  • Posa incollata

La posa incollata prevede la stesura di uno strato di colla sul pavimento, stendendola con una spatola nella maniera più uniforme possibile.

Si tratta della tipologia di posa più stabile, ma anche meno reversibile. Un giunto che corre sotto il battiscopa perimetrale garantisce l’assestamento del legno alle variazioni igrometriche.

Ideale per la posa del parquet massello, la posa incollata può essere utilizzata anche per parquet prefiniti, facendo particolare attenzione a non rovinare lo strato verniciato dei listoni.

  • Posa flottante

In questo caso il parquet viene poggiato su un “materassino” isolante che ha il compito di uniformare la superficie; data la ridotta sezione dei materassini (2-3mm) è necessario che il massetto sia completamente planare e non presenti discontinuità di quota.

I listoni non sono ancorati al pavimento ma si agganciano “a catena” gli uni con gli altri mediante gli incastri presenti sui bordi perimetrali di ciascuno di essi.

La scelta dell’orientamento delle fughe

La posa di un parquet va a coprire una superficie più o meno estesa ed è dunque su questo aspetto che bisogna scegliere l’orientamento delle fughe presenti tra i listoni. Si tratta di una scelta in larga parte soggettiva ma occorre tener presente alcune considerazioni di massima.

Il primo colpo d’occhio al parquet viene a cadere quando non si è ancora entrati nella stanza e si getta lo sguardo oltre la soglia dalla porta d’ingresso: presentare qui una disposizione delle fughe parallela alla soglia porterebbe immediatamente a percepire l’ambiente come inaccessibile, con una successione visiva gradini planari da attraversare.

Una posa del parquet con orientamento ortogonale rispetto alla soglia ci apparirà invece quasi come un invito all’ingresso e darà maggiore profondità allo spazio che si apre dinanzi all’osservatore.

Discorso analogo per le fonti di luce (finestre e balconi) le quali potrebbero sottolineare la linea delle fughe, qualora queste si presentino ad esse parallele, con uno sgradevole effetto di frammentazione dello spazio.

Le soluzioni diagonali sono per tale ragione quelle che, generalmente, si prestano al meglio, mentre per chi ha un’idea già piuttosto precisa e può esser certo di una posa del parquet vicina alla perfezione, la disposizione a “spina di pesce” o quella a “spina Ungherese” (dove ogni listone viene tagliato sul lato corto a 45 o 60°) rappresentano senz’altro una pregevole soluzione di grande effetto.

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