Carte da parati Fornasetti: visioni che amplificano lo spazio

Risultato dell’estro e dell’inventiva di due figure di grande carisma come Piero e suo figlio Barnaba, le carte da parati Fornasetti sono molto più di una semplice decorazione per interni, divenendo veri e propri amplificatori dello spazio.

La storia delle carte da parati Fornasetti si intreccia a doppio filo con quella di Milano, l’unica città italiana che nei primi del Novecento elaborava autonomamente tutte le influenze artistiche mitteleuropee, traducendole poi in un personalissimo stile italiano.

Ed è proprio il capoluogo lombardo che fa da sfondo alla formazione di Piero Fornasetti, l’artista geniale e visionario che decide di trasformare in rulli da parati decorativi le proprie idee.

Il concetto dello spazio totale

Il concetto dello spazio come entità totale dove illusionismo e realtà si fondono senza soluzione di continuità è alla base di molte delle esperienze artistiche del Novecento.

È innanzitutto lo scenario delle grandi città a incidere sulla percezione degli artisti, dove le immagini pubblicitarie di dimensioni sempre più grandi e i nuovi ritmi metropolitani danno la sensazione di trovarsi dinanzi ad uno scenario ipnotico e centripeto.

Il concetto dello spazio si pone dunque al centro della produzione artistica producendo aree di ricerca estremamente sofisticate, sintetizzate nei tagli operati sulla tela da Lucio Fontana nei sui concetti spaziali.

Il concetto di uno spazio totale è anche al centro di Piero Fornasetti che, proprio in quegli stessi anni, individua uno stile del tutto personale nell’interpretazione per la carta da parati Fornasetti dove l’estro della sintesi decorativa lo porta a realizzare una linea di prodotti di altissimo pregio stilistico.

La dimensione visionaria dei parati Fornasetti

La carta da parati Fornasetti si contraddistingue per la sua sofisticata decorazione fatta da pattern di immagini decorative, dove la dimensione visionaria viene data da un meccanismo di ipnosi che coinvolge l’osservatore dinanzi alla moltiplicazione modulare.

L’avventura delle carte da parati Fornasetti, cominciata negli anni quaranta da Piero e proseguita poi dal figlio Barnaba, continua ancora oggi con un catalogo ricco di decori senza tempo, come la linea Teatro, dove i palchi e la platea di un teatro settecentesco rivestono le superfici con un pattern di estrema sintesi spaziale.

Oppure le carte Ex Libris, pannello del 1953 dove il dettaglio di una libreria viene moltiplicato sino ad esser percepita come un’immensa composizione astratta; Mediterranea, della fine anni quaranta, riproduce il tipico paesaggio urbano mediterranea, ricco di case, cupole, giardini e cornicioni merlati come in alcune miniature medievali, creando una continuità spaziale di grande effetto illusorio.

Attinge invece direttamente alla visionarietà delle carte da parati Fornasetti, la serie Chiavi Segrete, mentre Macchine Volanti e Acquario sembrano riprodurre, in gigantografia, le illustrazioni dei primi atlanti, creando anch’essi sofisticate modificazioni nella percezione del nostro spazio vissuto.

 

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